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Come sono gestite le somme versate ad un fondo pensione

di Paolo Pellegrini
Vicedirettore Mefop

Spesso chi non aderisce a un fondo pensione si giustifica, un po’ superficialmente, con la mancanza di fiducia nelle capacità di gestire i nostri investimenti.
Eppure la qualità della gestione è un tema cui la regolamentazione e l’organizzazione dei fondi pensione dedicano molta attenzione.
Vediamo come sono gestite le somme versate a un fondo pensione.

Su cosa si può investire
Innanzi tutto è bene chiarire che esistono regole che stabiliscono limiti agli investimenti e divieti. Ad esempio, l’investimento in mercati regolamentati, quelli che garantiscono la pronta liquidabilità dell’investimento, non può essere inferiore al 70% del patrimonio del fondo pensione. Inoltre sono previsti stringenti limiti di concentrazione, in modo da avere un portafoglio ben diversificato, e divieti di investimenti in strumenti finanziari derivati con finalità speculative.

Documento sulla politica degli investimenti
I fondi pensione, poi, stabiliscono la propria politica degli investimenti in base alle caratteristiche sociodemografiche dei propri aderenti, in modo da ottenere rendimenti utili ad integrare la pensione di base. L’impostazione degli investimenti è riportata nel Documento sulla politica degli investimenti, che è pubblicamente disponibile sul sito del fondo pensione e indica quali comparti sono disponibili, con che caratteristiche e con che gestori.

Di solito è possibile scegliere uno o più comparti di investimenti: il comparto garantito, bilanciato, azionario. I comparti del fondo pensione sono indicati anche nella Nota informativa. Nel modulo di adesione di ciascun fondo pensione è disponibile un Questionario di autovalutazione. Compilandolo si ottiene un’indicazione di massima circa il comparto più adatto alle proprie caratteristiche e età.

Chi gestisce effettivamente le risorse
Le risorse che affidiamo al nostro fondo pensione sono gestite da gestori professionali: società di investimento, banche, compagnie di assicurazione. Questi gestori sono scelti dai fondi pensione sulla base di gare pubbliche, facendo attenzione ai conflitti di interesse e scegliendo le migliori proposte in termini di qualità e prezzo. Il fatto che si scelga il gestore attraverso una gara consente di avere gestioni di qualità a costi molto contenuti. Se un gestore si dovesse rilevare non all’altezza e non dovesse soddisfare le aspettative del fondo pensione si può recedere dal contratto e sceglierne un altro.

Chi controlla i gestori
I gestori professionali sono sottoposti alla vigilanza di specifiche autorità: Banca d’Italia per le banche, Banca d’Italia e Consob per le società di investimento, lvass per le compagnie di assicurazione. Inoltre Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, vigila sull’operato del fondo pensione in tutte le fasi della gestione: dall’impostazione della politica degli investimenti, alla scelta dei gestori professionali, sino al controllo dell’operato di questi ultimi. Oltre a questi controlli pubblici, anche il fondo pensione ha delle funzioni di controllo che monitorano costantemente gli investimenti: la funzione finanza, la funzione di gestione del rischio e la funzione di revisione interna.

Chi mi assicura che nessuno scappi con la cassa? Il Depositario!
Ai controlli già indicati, poi, si aggiunge il depositario. Il depositario è una banca che svolge esclusivamente l’attività di custodia e controllo. In particolare, verifica che i nostri contributi siano utilizzati esclusivamente per le finalità previdenziali e controlla che i gestori rispettino i limiti agli investimenti e divieti stabiliti dalle norme. Va poi aggiunto che le somme dei fondi pensione depositati presso il depositario sono escluse dal bail in, quindi sono assolutamente al sicuro.