«Privare l’Istituto Anzilotti della sua autonomia – spiega Braga – significherebbe compromettere un presidio formativo e tecnico insostituibile per tutto il comparto agro-alimentare toscano. Le scuole agrarie – aggiunge Braga – non possono essere trattate come Istituti qualsiasi poiché, oltre a svolgere una funzione essenziale nella formazione dei tecnici agro-ambientali, sono il cuore pulsante del ricambio generazionale delle filiere florovivaistiche, vitivinicole e oleicole e dell’innovazione sostenibile nelle campagne italiane».
In queste ore, il piano di accorpamento e ridimensionamento della rete degli Istituti scolastici toscani, approvato con la delibera della Giunta regionale n. 1553 del 27 ottobre 2025, individua l’accorpamento di 16 Istituti in diverse province: 4 a Lucca, 3 a Massa Carrara, 3 a Pistoia, 2 a Grosseto, 2 a Siena e 2 a Firenze. Tra questi c’è l’Istituto Anzilotti, che risulta segnalato come “a rischio autonomia”.
«L’ITA di Pescia – incalza Braga – con una storia ultracentenaria e una struttura formativa integrativa, rappresenta un’eccellenza del sistema formativo agrario toscano. L’Istituto vanta anche una straordinaria capacità ricettiva, forte del suo convitto, che ha potenzialità uniche per avviare un grande progetto di attuazione di uno dei pilastri dell’attuale e della nuova PAC: il ringiovanimento delle imprese agricole, la consulenza AKIS e il contrasto allo spopolamento delle aree interne».
«Le scuole agrarie, fondandosi sulla straordinaria intuizione di Cosimo Ridolfi, padre della pedagogia rurale e ambientale della Toscana e di tutto il nostro Paese – prosegue Braga –, non sono semplici Istituti tecnici: sono luoghi di produzione di capitale umano specialistico, laboratori vivi di agricoltura sostenibile, innovazione e tutela ambientale. Rinunciare alla loro autonomia significherebbe indebolire l’intera filiera agro-alimentare e rinunciare a una visione lungimirante del territorio».
«Chiediamo quindi alle autorità competenti – conclude Braga – che l’autonomia dell’Istituto Anzilotti venga preservata e che venga riconosciuto il ruolo strategico delle scuole agrarie nella transizione ecologica, nella lotta allo spopolamento delle aree interne e nel ringiovanimento delle imprese agricole. Conservare l’autonomia dell’Anzilotti significa fare un grande servizio al nostro Paese e alle nuove generazioni».

