Gli arrivi di olio tunisino crescono del 40% con prezzi medi di 3,5 euro/kg, mentre la produzione nazionale di nocciole crolla fino all’80% in alcune aree. Coldiretti: controlli solo sul 3% dei prodotti extra Ue
Nel 2025 l’Italia ha importato oltre 500 milioni di chili di olio d’oliva straniero e più di 81 milioni di chili di nocciole, per un totale che supera 580 milioni di chili di materie prime agroalimentari estere, a fronte di un sistema di controlli che interessa appena il 3% dei prodotti extra Ue. È il quadro delineato da Coldiretti nel corso della mobilitazione nazionale sul made in Italy.
Continua la pressione strutturale al ribasso sui prezzi dell’evo nazionale
Sul fronte dell’olio, i dati indicano che oltre mezzo miliardo di chili di prodotto estero ha varcato le frontiere italiane nel solo 2025, determinando una pressione strutturale al ribasso sui prezzi dell’extravergine nazionale. Particolarmente rilevanti gli arrivi dalla Tunisia, cresciuti del 40% nei primi dieci mesi dell’anno, con un prezzo medio di circa 3,5 euro al chilo, valore che – secondo Coldiretti – alimentano fenomeni di dumping e costringono molte aziende italiane a vendere al di sotto dei costi di produzione.
La dinamica dei volumi importati si riflette anche sulla struttura del mercato. Coldiretti segnala la diffusione di pratiche speculative e illegali, dalla miscelazione di oli di diversa origine fino a vere e proprie frodi, che vanno dall’uso di oli di semi colorati con clorofilla fino alla commercializzazione di prodotto deacidificato e rettificato come extravergine, in un contesto caratterizzato da bassi livelli di controllo alle frontiere. La pressione dell’offerta estera a basso costo incide sulla redditività degli olivicoltori e sulla sostenibilità economica della filiera nazionale.
L’obbligo di indicazione dell’origine per le nocciole sgusciate non efficace
Numeri critici anche per la filiera delle nocciole. Nei primi dieci mesi del 2025 le importazioni hanno superato 81 milioni di chili, con circa il 50% proveniente dalla Turchia. Le importazioni sono aumentate in un’annata segnata da una drastica contrazione della produzione nazionale, che in alcune aree ha registrato calo del raccolto fino all’80%, accentuando la dipendenza dall’estero.
Secondo Coldiretti, l’aumento dei flussi in ingresso avviene in assenza di un sistema di trasparenza completo sull’origine, soprattutto per i prodotti trasformati. L’obbligo di indicazione dell’origine per le nocciole sgusciate, introdotto nel 2025, non si applica infatti alle nocciole utilizzate come ingrediente, lasciando ampi margini di opacità.
Cancellare la norma dell’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale
I dati sono stati presentati a Roma all’Auditorium Parco della Musica, dove oltre 3.000 agricoltori hanno partecipato all’iniziativa nazionale di Coldiretti.
Alla luce dei numeri, Coldiretti ha chiesto un rafforzamento dei controlli alle frontiere, l’estensione dell’obbligo di indicazione dell’origine a tutti gli alimenti commercializzati nell’Unione europea e la cancellazione della norma dell’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale che consente di “italianizzare” prodotti stranieri con trasformazioni minime.

