Gli interventi dell’incontro promosso da ANBI.
Durante l’iniziativa si sono susseguiti numerosi interventi istituzionali, tecnici e accademici. Voci diverse che hanno composto un quadro unitario: l’Italia deve uscire dalla logica dell’emergenza e costruire una strategia idrica nazionale fondata su prevenzione, investimenti e governance chiara. Di seguito, una sintesi armonizzata dei contributi principali.
Francesco Battistoni, Segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati, ha ricordato che il 95% del territorio nazionale è a rischio dissesto. Con oltre 20 miliardi di danni all’agricoltura negli ultimi quattro anni, ha ribadito che tutela ambientale e sviluppo economico devono procedere insieme: “La terra, se è vissuta e governata, è anche protetta e gli obiettivi di sicurezza, crescita ed occupazione sono già gli obiettivi del Governo.”
Attilio Toscano, Professore Ordinario di Idraulica Agraria all’Università di Bologna, ha rilanciato il Piano Invasi una rete diffusa di invasi medio-grandi per garantire riserva idrica, laminare le piene e proteggere i territori agricoli. Prevenzione strutturale, non gestione episodica.
Donato Gerardo Pasquale, responsabile Waste Water di Schneider Electric, ha evidenziato il ruolo della digitalizzazione: sensori, dati in tempo reale, efficienza energetica e riuso delle acque reflue come strumenti per trasformare un rischio climatico in una gestione predittiva e sostenibile.
Mauro Rotelli, Presidente della Commissione Ambiente della Camera, ha definito le proposte ANBI–Coldiretti sugli invasi come soluzioni “concrete e immediate”. Ha insistito sulla necessità di intervenire prima che l’emergenza condizioni le scelte politiche, evitando conflitti nell’uso delle risorse idriche.
Marco Casini, Segretario Generale dell’Autorità di Bacino dell’Appennino Centrale, ha chiesto un impegno stabile: lo 0,18% del PIL all’anno per acqua e suolo. Ha ricordato che senza programmazione e progetti pronti, l’Italia continuerà a pagare emergenze che costano cinque volte più della prevenzione.
Maria Siclari, Direttrice Generale di ISPRA, ha proposto di destinare per i prossimi 15 anni alla prevenzione le stesse risorse che oggi si spendono per l’emergenza (3–4 miliardi l’anno). Ha richiamato il “modello PNRR” come riferimento per una governance basata su priorità oggettive, dati e monitoraggi. Ha ribadito la gestione per bacino idrografico e il ruolo operativo dei Consorzi di Bonifica. L’ambiente, ha ricordato, è ormai un pilastro economico.
Silvio Lai, componente della Commissione Bilancio della Camera, ha valorizzato la visione integrata che unisce sicurezza idrogeologica, gestione dell’acqua ed energia. Ha denunciato la sproporzione tra risorse destinate alla prevenzione e costi delle emergenze, chiedendo investimenti stabili per almeno 4 miliardi l’anno. Ha richiamato il PNRR come modello di trasparenza e ha ribadito il ruolo strategico dei Consorzi di Bonifica.
Elisabetta Pellegrini, responsabile della Struttura Tecnica di Missione del MIT, ha delineato con chiarezza l’obiettivo politico‑amministrativo: rendere il PNIISSI l’unico strumento strutturale di programmazione idrica, superando definitivamente la frammentazione tra enti. Ha ricordato che la prima fase ha già attivato circa 1 miliardo di euro, cui si aggiungeranno altri 2 miliardi tra PNRR e nuove risorse. L’ultimo aggiornamento del Piano conta 589 progetti per un valore complessivo di 18 miliardi. Nel suo intervento ha sottolineato la necessità di snellire la burocrazia, stabilizzare le accelerazioni introdotte dal PNRR e limitare il ricorso ai commissari alle sole situazioni emergenziali. Ha inoltre evidenziato che il 67% delle istanze proviene dal Nord, un dato che richiederà un’analisi attenta nelle prossime fasi di programmazione. In questo quadro, Pellegrini ha voluto esprimere un apprezzamento diretto per il lavoro di ANBI sugli invasi, definendoli progetti “veri, concreti, utili al Paese e ai territori”, capaci di aumentare la resilienza delle comunità e di rispondere a esigenze ormai strutturali. Ha infine portato i saluti del Ministro Salvini e del Vice Ministro Rixi, confermando il pieno sostegno politico al percorso avviato insieme ad ANBI.
Se tutti concordano sul problema e sulle soluzioni, il tempo dell’attesa è finito. L’Italia ha davanti un’occasione rara: scegliere di prevenire, invece di continuare a pagare il prezzo dell’emergenza. Ora la convergenza c’è: trasformarla in azione è l’unico passo che conta.

