Il 19 marzo presso la Sala Oriana Fallaci della Fondazione ENPAIA si è svolto il Convegno sul Cibo Etico, promosso dal CPO del Collegio Nazionale dei Periti Agrari, un momento di confronto su temi oggi cruciali per il settore agroalimentare come la qualità delle produzioni, la sostenibilità, la salute, la valorizzazione delle competenze e il ruolo delle donne lungo tutta la filiera.
Ad aprire i lavori è stato il Presidente della Fondazione ENPAIA, Giorgio Piazza, che ha definito il tema del convegno “molto importante, moderno e attuale”, sottolineando come il cibo etico rappresenti un’alternativa concreta a una visione odierna del cibo puramente commerciale e speculativa. Un discorso, quello di Piazza, che ha messo subito al centro la qualità alimentare, la gestione sostenibile delle risorse, a partire da quella dell’acqua e un recupero di pratiche agricole più equilibrate, capaci di coniugare identità territoriale e innovazione.
Nel solco tracciato dal Presidente Piazza, anche gli altri interventi dei saluti istituzionali, con Filomena D’Antini, Mirella Tongiani, Laura Mongiello, Rossana Dettori e Mario Braga, hanno rafforzato una visione del cibo come tema sociale, oltre che produttivo. È emersa infatti con chiarezza la necessità di collegare il tema del cibo a quello della giustizia sociale, della qualità del lavoro e della parità di genere, sottolineando come il settore agroalimentare veda le donne sempre più impegnate nei processi produttivi e decisionali facendo del cibo di qualità una leva di emancipazione, sostenibilità ed empowerment.
Tutti gli interventi che si sono susseguiti nel corso della giornata, da parte delle relatrici, Loredana Pesoli, Angela Pozzato, Osea Putignano, Alina Capuano, Giuliana Masutti, Mihaela Gavrila, Rossella Trausi, Daniela Carlà e Cinzia Scaffidi, hanno dimostrato la grande preparazione delle professioniste presenti, affrontando temi complessi e di grande attualità, quali l’economia circolare, le strategie di aggregazione per lo sviluppo dell’agroalimentare locale, la comunicazione come strumento di sicurezza alimentare e il legame tra cibo, identità e territorio.
Un quadro che restituisce la complessità di un settore in continua evoluzione, sempre più attento ad integrare sostenibilità, innovazione e responsabilità sociale; obiettivi che sarebbero impensabili se non si tenesse conto del prezioso e insostituibile lavoro delle professioni tecniche, (da quella del perito agrario a quella del tecnologo alimentare) nella tutela dell’ambiente, della salute pubblica e nella diffusione di modelli produttivi responsabili.
A chiudere il convegno è stato Bernardino Lattarulo, Coordinatore della Gestione Separata Periti Agrari Enpaia, che ha sottolineato il valore complessivo dell’iniziativa e la necessità di una visione lungimirante. Nel suo intervento ha evidenziato come il tema del cibo etico si intrecci in modo sempre più diretto con quello della previdenza e del welfare di categoria.
In questo contesto, la GSPA Enpaia si pone come punto di riferimento per i professionisti, attraverso un sistema che negli ultimi anni ha saputo coniugare sostenibilità, solidità e capacità di risposta ai bisogni degli iscritti. Un percorso costruito su prudenza, ascolto e visione strategica, che ha portato la Gestione a distinguersi tra le realtà più sostenibili nel panorama delle casse previdenziali private.
Il messaggio che emerge è chiaro: parlare oggi di cibo etico significa tenere insieme qualità, salute, ambiente, lavoro e futuro e in questa prospettiva, il ruolo della previdenza e del welfare diventa sempre più centrale nel sostenere una filiera agricola consapevole, equa e orientata allo sviluppo sostenibile.

