Lecce, la città che ascolta il mondo, 11 giugno 2026 – la Sala Polifunzionale di Palazzo Carafa non ha accolto soltanto un corso di formazione: ha accolto un pezzo di mondo. Lecce, affacciata sul Mediterraneo come un timpano sensibile, è uno di quei luoghi in cui le rotte globali arrivano prima, come onde che portano notizie da lontano. E Fondazione Enpaia, che da anni anticipa i cambiamenti del lavoro agricolo come un faro che illumina prima dell’alba, ha scelto proprio questa città per raccontare come il lavoro nei campi sia diventato il primo sensore del pianeta.
I saluti del Sindaco Adriana Poli Bortone, porti dal presidente della commissione consiliare Sicurezza, Luigi Quarta Colosso, hanno ricordando che Lecce è “una frontiera che ascolta il mondo”, un luogo in cui un dazio che cambia o una rotta che si blocca non restano concetti astratti, ma diventano vibrazioni che attraversano i mercati, le imprese, le famiglie. In quella immagine c’era già tutto: il Mediterraneo come un grande sistema nervoso, e il Salento come una delle sue terminazioni più sensibili.
Le rotte globali e la previdenza che anticipa il futuro – È stato Giorgio Piazza, Presidente della Fondazione Enpaia, a dare la prima scossa narrativa della giornata con il suo saluto ai giornalisti e alle autorità. Ha ricordato che oltre il 90% delle materie prime agricole viaggia via mare, e che quei mari oggi sono attraversati da tensioni, piraterie, crisi energetiche, conflitti ibridi.
«La legalità – ha detto – è una luce che nessun algoritmo può spegnere».
Una frase che ha risuonato come un manifesto: Enpaia non amministra soltanto previdenza, amministra futuro, illuminando ciò che altri preferirebbero lasciare nell’ombra.
La formazione come presidio di credibilità – Da qui si è innestata la riflessione del Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia, Maurizio Marangelli, che ha ricordato come «la formazione continua sia il fondamento silenzioso della credibilità giornalistica». In un mondo in cui la velocità rischia di divorare la profondità, aggiornarsi significa «rafforzare la responsabilità pubblica» e mantenere viva la bussola della deontologia.
In questa stessa direzione si è inserito anche Andrea Tedeschi, consigliere delegato alla Formazione dell’Ordine regionale, che ha richiamato l’importanza di conoscere a fondo i meccanismi economici e internazionali dell’agricoltura per orientarsi «in un panorama complesso, dove non tutte le informazioni sono affidabili». Un richiamo, ha ricordato al termine il presidente Marangelli, alla concretezza del mestiere, alla necessità di distinguere ciò che è vero da ciò che può fuorviare il racconto ai lettori. Il loro contributo ha conferito al corso una dimensione etica: il giornalismo come presidio di fiducia, come argine contro la superficialità e la disinformazione.
Legalità: la radiografia del Paese reale – Il Colonnello Marcello Robustelli, Comandante del Gruppo Carabinieri per la Tutela del Lavoro di Napoli, ha portato numeri che non sono statistiche: sono radiografie del Paese reale. Nel 2025, solo nelle cinque regioni del Sud, il suo Gruppo ha effettuato 5.666 accessi ispettivi, sospendendo 844 aziende per gravi violazioni in materia di sicurezza o per lavoro nero.
In Puglia, i controlli sono stati 1.748, con 243 sospensioni, 3.992 lavoratori verificati, di cui 1.698 irregolari e 261 in nero.Robustelli ha ricordato che la legalità non è un capitolo burocratico, ma un confine morale: «La lotta al lavoro nero non è solo repressione, è protezione della dignità. Dove c’è illegalità, qualcuno guadagna; dove c’è legalità, qualcuno teme di perdere. Ma è lì che si misura la qualità di un Paese». Il suo intervento ha mostrato come il contrasto al caporalato sia una battaglia che si combatte con le leggi, con la vigilanza, ma soprattutto con la cultura. E che l’agricoltura, più di altri settori, rivela immediatamente se un territorio sceglie la strada della trasparenza o quella dell’opacità.
Il sindacato e la qualità del lavoro giornalistico – A raccogliere questo impegno è stato il Segretario dell’Assostampa Puglia, Vito Fatiguso, che ha ricordato come «la formazione non sia solo crescita culturale, ma tutela, consapevolezza, emancipazione». In un tempo segnato da precarietà, intelligenza artificiale e modelli editoriali in mutazione, il sindacato – ha detto – deve essere «presente, concreto, vicino». Le sue parole hanno dato corpo a un concetto chiave della giornata: la qualità dell’informazione nasce dalla qualità del lavoro di chi la produce.
Welfare rurale e legalità: norme sorelle – Poi è arrivato Massimo Fiorio, che ha riportato al centro la grande intuizione legislativa italiana: la Legge 141/2015 sull’agricoltura sociale, un modello che oggi l’Europa guarda come si guarda una pista già tracciata.
Ha ricordato come la legalità e il welfare rurale siano “norme sorelle”: una protegge i più fragili, l’altra protegge i più esposti. E insieme raccontano un’Italia che non reagisce soltanto, ma anticipa.
La specializzazione come lente sul futuro – Il Presidente di AGAP Puglia – Unarga, Michele Peragine, ha aggiunto un tassello fondamentale: la specializzazione giornalistica come lente che permette di interpretare la complessità. «La nostra missione – ha detto – è valorizzare la professione e garantire un accesso libero e qualificato alle fonti». Peragine ha ricordato che i temi dell’agricoltura, dell’ambiente, dell’energia e del territorio non sono nicchie, ma le nuove frontiere del racconto giornalistico, quelle in cui si gioca il futuro del Paese.
Le sinapsi del mondo e il Salento che respira con esse – E poi è arrivato l’intervento di Giuseppe Peleggi, che ha trasformato la sala in una sorta di mappa cerebrale del pianeta.
Le sue “sinapsi armate del commercio mondiale” hanno mostrato come il sistema economico globale assomigli sempre più a un grande cervello: gli stretti come sinapsi, le rotte come impulsi, le navi come segnali elettrici.
Quando una sinapsi si inceppa – Hormuz, Suez, Bab el-Mandeb – il mondo non rallenta: va in apnea.
E quell’apnea arriva fino ai campi di Leverano, alle vigne di Manduria, agli uliveti feriti dalla Xylella.
La scheda economica del Salento ha completato il quadro: 441 milioni di euro di valore IG nelle tre province, nonostante gli oltre 20 milioni di ulivi colpiti, una DOP economy che vale più della metà del totale pugliese. Un territorio che è insieme ferita e rinascita, tradizione e innovazione, memoria e futuro.
Lecce, con il corso di Fondazione Enpaia resta la cabina di comando del Mediterraneo. L’evento formativo voluto dalla Civica Amministrazione si è chiuso con un’immagine condivisa da tutti: il giornalismo come bussola nel mare in tempesta. E Lecce, per un giorno, è stata la cabina di comando di questo viaggio. Fondazione Enpaia ha dimostrato ancora una volta di saper leggere il futuro prima che diventi presente: quando nel 2024 parlava nei primi corsi a livello nazionale di intelligenza artificiale, nessuno ne parlava; quando denunciava il lavoro nero, molti voltavano lo sguardo; quando studiava le rotte globali, sembrava un tema lontano. Oggi tutto è diventato attualità.
E il corso di Lecce lo ha raccontato con la forza delle idee che arrivano prima.

