“Per noi è sempre 8 marzo” è il titolo dell’evento che la Fondazione Enpaia ha ospitato presso la propria sede per un momento di riflessione e confronto dedicato ai temi dell’inclusione, dell’educazione emotiva e della cultura del rispetto, anticipando simbolicamente le celebrazioni della Giornata internazionale della donna.
L’iniziativa ha rappresentato un’occasione di dialogo aperto tra i vertici dell’ente ed i propri dipendenti, con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sui valori della dignità, della responsabilità relazionale e dell’attenzione verso le fragilità sociali.
L’incontro si è aperto con il saluto introduttivo della giornalista Daniela Vergara, che ha presentato il senso e la struttura dell’iniziativa, introducendo i relatori e accompagnando il pubblico lungo l’intero percorso di confronto.
A seguire è intervenuto il Presidente della Fondazione Enpaia, Giorgio Piazza, che ha portato il saluto istituzionale della Fondazione, sottolineando l’importanza di iniziative capaci di stimolare riflessioni profonde su temi sociali e culturali di grande attualità.
Tra gli interventi istituzionali ha preso la parola anche il Vice Presidente della Fondazione, che ha richiamato l’attenzione sul ruolo sempre più centrale delle donne nella società e nel mondo del lavoro, sottolineando come il tema della parità di genere rappresenti ancora oggi una sfida concreta.
Nel suo intervento ha evidenziato la necessità di continuare a promuovere politiche e iniziative capaci di favorire pari opportunità, contrastare ogni forma di discriminazione e colmare il divario ancora esistente in ambiti come quello della partecipazione professionale e della parità salariale. La riflessione si è soffermata anche sull’importanza di sostenere un cambiamento culturale che riconosca pienamente il contributo delle donne alla crescita sociale, economica e istituzionale del Paese.
Successivamente ha preso la parola il Direttore Generale Roberto Diacetti, che ha illustrato le motivazioni alla base dell’evento e il significato della scelta di anticipare simbolicamente l’8 marzo con un momento di riflessione condivisa. L’iniziativa è stata presentata come parte di un percorso più ampio volto a promuovere una cultura dell’inclusione e del rispetto, valori che la Fondazione Enpaia considera centrali nel proprio impegno sociale e culturale.
Il cuore del talk si è sviluppato attraverso il dialogo tra la psicologa, criminologa e pedagogista Antonella Elena Rossi, l’artista Silvia Salemi e la moderatrice Daniela Vergara. Il confronto ha affrontato alcuni nodi fondamentali della contemporaneità, a partire dal tema dell’inclusione e dal significato di una società realmente capace di riconoscere e valorizzare ogni individuo. Nel corso dell’incontro è emersa con forza l’idea che l’inclusione non debba essere considerata una concessione o un atto di generosità, ma un principio di giustizia sociale e di rispetto della dignità della persona.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema della fragilità, intesa non come limite individuale ma come dimensione umana che richiede ascolto, responsabilità e consapevolezza collettiva. In questo contesto, il dialogo tra i relatori ha evidenziato come le dinamiche di esclusione sociale possano nascere spesso da stereotipi, linguaggi inadeguati o mancanza di attenzione verso l’altro. Il tema del linguaggio inclusivo ha infatti rappresentato uno dei momenti centrali della mattinata, con una riflessione sulle parole che possono favorire integrazione e rispetto oppure, al contrario, generare distanza ed esclusione.
Nel corso dell’evento è stato inoltre proposto al pubblico un momento di approfondimento attraverso la proiezione di un contributo video, seguito da una fase di confronto diretto con i partecipanti. L’interazione con il pubblico ha costituito uno degli elementi caratterizzanti dell’iniziativa, favorendo una partecipazione attiva e stimolando una riflessione condivisa sulle esperienze personali legate ai temi della visibilità sociale, del riconoscimento e della costruzione di relazioni rispettose.
Un ulteriore momento di dialogo ha coinvolto nuovamente il Direttore Generale Roberto Diacetti, in un confronto con la psicologa Antonella Elena Rossi orientato a promuovere un cambio di prospettiva rispetto alle modalità con cui la società percepisce e affronta le fragilità. La riflessione si è concentrata sulla necessità di sviluppare una maggiore consapevolezza collettiva, capace di riconoscere i segnali di disagio e di promuovere modelli relazionali più equilibrati e rispettosi.
Nella parte conclusiva dell’incontro è intervenuta anche la Dottoressa Giovanna Restucci, che ha partecipato al dialogo con Antonella Elena Rossi su un tema particolarmente significativo: il rapporto tra inclusione e gentilezza. Il confronto ha evidenziato come la gentilezza, intesa come attenzione autentica verso l’altro, possa rappresentare uno strumento concreto di costruzione di relazioni sociali più sane e consapevoli.
Nel corso della mattinata è emerso con chiarezza come la riflessione sull’8 marzo non possa limitarsi a una ricorrenza simbolica, ma debba tradursi in un impegno quotidiano per la promozione della dignità, del rispetto e dell’educazione alle relazioni. In questa prospettiva, il contributo della psicologa Antonella Elena Rossi ha posto al centro del dibattito il tema dell’amore come responsabilità sociale ed educativa, sottolineando l’importanza di promuovere una cultura relazionale fondata sull’ascolto, sulla reciprocità e sulla tutela delle vulnerabilità.
La riflessione ha richiamato l’attenzione sull’urgenza di sviluppare una maggiore educazione emotiva, soprattutto tra le nuove generazioni, affinché il concetto di amore venga compreso come riconoscimento dell’altro, rispetto delle differenze e costruzione di relazioni equilibrate. In questo quadro, la promozione di una cultura dell’amore e della responsabilità relazionale è stata indicata come uno degli strumenti fondamentali per prevenire dinamiche di controllo, sopraffazione o violenza e per costruire una società più consapevole e solidale.
La chiusura dell’evento ha visto la partecipazione congiunta dei relatori, della Presidenza e della Dirigenza della Fondazione Enpaia, che hanno salutato il pubblico con un momento simbolico dedicato alla donazione dell’opera “L’Albero della Comunità”. L’iniziativa ha rappresentato un gesto significativo, volto a sottolineare il valore della condivisione e della costruzione di legami sociali fondati sulla partecipazione e sulla responsabilità collettiva.
L’incontro “Per noi 8 marzo è tutti i giorni” si inserisce nel percorso di attenzione che la Fondazione Enpaia dedica ai temi dell’inclusione, dell’educazione e della cultura del rispetto, con l’obiettivo di promuovere spazi di confronto capaci di generare consapevolezza e contribuire alla costruzione di una società più equa, attenta e solidale.
