Direttore, il Bilancio Sociale nasce in un contesto globale segnato da instabilità e trasformazioni profonde. Perché oggi era necessario uno strumento di questo tipo?
Perché viviamo in un tempo in cui le previsioni tradizionali non bastano più.
La pandemia, le tensioni geopolitiche, la volatilità dei mercati e i cambiamenti climatici hanno mostrato quanto il mondo sia diventato vulnerabile a ciò che Nassim Nicholas Taleb, matematico, filosofo, ex trader e saggista libanese‑americano definisce “cigni neri”: eventi imprevisti, connessioni inattese, variabili sottovalutate. In questo scenario, un Ente previdenziale deve essere trasparente, responsabile e capace di spiegare non solo i numeri, ma anche la visione che guida le scelte. Il Bilancio Sociale nasce per questo: per raccontare come Enpaia interpreta un mondo che cambia e come intende proteggere i lavoratori agricoli in un contesto sempre più complesso.
Nel Bilancio lei parla di un mercato finanziario italiano più dinamico e meno bancocentrico. Che cosa significa per un investitore istituzionale come Enpaia?
Significa che si stanno aprendo spazi nuovi. Gli italiani, tradizionalmente considerati risparmiatori prudenti, stanno investendo sempre più in strumenti finanziari, fondi e azioni. Questo ha rafforzato il mercato domestico e ha creato un contesto in cui gli investitori istituzionali possono svolgere un ruolo più attivo. Per Enpaia questo si traduce nella possibilità — e nella responsabilità — di sostenere l’economia reale con capitali “pazienti”, coerenti con gli orizzonti previdenziali.
Investire bene non significa solo ottenere rendimenti: significa contribuire alla stabilità del Paese.
Il Bilancio Sociale (dati al 2024), evidenzia un avanzo di gestione di 22,8 milioni di euro e un attivo patrimoniale di 2,2 miliardi di euro. Come si inseriscono questi risultati nella strategia dell’Ente?
Sono risultati che confermano la solidità dell’Ente e la qualità delle scelte compiute negli ultimi anni.
L’avanzo di 22,8 milioni è un segnale di gestione prudente, ma dinamica. L’attivo patrimoniale di 2,2 miliardi di euro è la base che ci permette di guardare al futuro con responsabilità. Questi numeri non sono un punto di arrivo, ma un punto di partenza: ci consentono di rafforzare la tutela previdenziale, sostenere le imprese agricole e investire in innovazione, formazione e sostenibilità.
Uno dei temi centrali del Bilancio è la transizione del settore primario. Quali sono le principali sfide che l’agricoltura italiana deve affrontare?
Tre sfide, soprattutto. La prima è la vulnerabilità climatica: siccità, alluvioni, eventi estremi stanno riducendo superfici coltivabili e produttività. La seconda è la dipendenza logistica: oltre il 90% delle materie prime arriva via mare, esponendo il settore a crisi internazionali.
La terza è la pressione demografica globale: nei prossimi cinquant’anni avremo due miliardi di persone in più da sfamare. Per affrontare tutto questo servono innovazione, tecnologie, competenze e un sistema previdenziale che dia stabilità a chi lavora la terra.
Il Bilancio parla anche di economia sociale e del ruolo degli attori mutualistici. Che cosa cambia rispetto al passato?
Cambia la prospettiva. L’economia sociale non è più un settore “di nicchia”, ma una componente strutturale del modello europeo. Fondazioni, cooperative, imprese sociali e sistemi mutualistici sono riconosciuti come attori capaci di generare valore economico e sociale allo stesso tempo.
Enpaia si inserisce pienamente in questa visione: tutela i lavoratori, sostiene le imprese, investe nell’economia reale e promuove cultura agricola e legalità. Il Bilancio Sociale è la prova di questo impegno.
Nel documento emerge anche il tema della formazione e della riqualificazione. Perché è così centrale?
Perché la twin transition — digitale e ambientale — richiede nuove competenze.
L’intelligenza artificiale, l’agricoltura di precisione, le tecnologie per la riduzione della chimica e l’efficientamento dei nutrienti stanno cambiando il modo di produrre cibo.
Se non accompagniamo i lavoratori in questo percorso, rischiamo di creare nuove fragilità.
La formazione è la chiave per trasformare la transizione in un’opportunità e non in una minaccia.
Il Bilancio accenna anche alla possibile internalizzazione di Agrifondo. Quali vantaggi porterebbe agli iscritti?
L’adesione automatica alla previdenza complementare prevista dalla legge di bilancio 2026 apre scenari nuovi. L’internalizzazione di Agrifondo potrebbe consentire una gestione più integrata, efficiente e coerente con la missione dell’Ente. È un percorso che valuteremo con attenzione, ma che potrebbe rafforzare ulteriormente la tutela previdenziale dei lavoratori agricoli.
Direttore, qual è il messaggio che vuole lasciare con questo Bilancio Sociale?
Che la previdenza non è solo un insieme di numeri: è un patto tra generazioni.
Enpaia vuole essere un presidio di stabilità in un mondo instabile, un attore attivo della transizione agricola e un punto di riferimento per i lavoratori e le imprese. Il Bilancio Sociale è un impegno pubblico: racconta ciò che facciamo e ciò che vogliamo costruire insieme.
Direttore, analizzando i dati che lei ha anticipato e riguardanti il bilancio consuntivo 2025, quale sarà la direzione strategica di Enpaia nei prossimi anni?
La traiettoria è chiara: continuare a rafforzare il nostro ruolo nell’economia reale, mantenendo al centro la sostenibilità del sistema previdenziale. Per il 2025 prevediamo un avanzo superiore ai 27 milioni di euro, risultato che ci permette di consolidare investimenti mirati in filiere strategiche – dall’agroalimentare alla manifattura innovativa — e di ampliare la nostra presenza in realtà virtuose dell’economia italiana.
Parallelamente, abbiamo destinato oltre 250 milioni a strumenti orientati ai criteri ESG, perché la transizione ecologica non è più un’opzione ma un dovere verso le nuove generazioni. In sintesi, il nostro obiettivo è semplice: trasformare la solidità patrimoniale in un patto generazionale concreto, capace di sostenere imprese, lavoratori e territori in un momento storico che richiede visione, responsabilità e capacità di anticipare il cambiamento.
È possibile rivedere l’intero evento della presentazione del bilancio sociale di Fondazione ENPAIA a questo link: https://youtu.be/aQGIGO1xunA

