La sfida del settore primario italiano non si gioca soltanto sui mercati internazionali, ma si vince nel campo della legalità e della dignità del lavoro. È questa la realtà emersa ad Ancona, nel corso di formazione professionale “Dazi e welfare: nuovi equilibri per il lavoro agricolo”, promosso dall’Ordine dei giornalisti e dal Sindacato dei Giornalisti Marchigiani insieme a Fondazione Enpaia e la collaborazione di Arga Marche – Unarga.
Dall’incontro è emerso un forte appello alla responsabilità della categoria dei giornalisti. Franco Elisei, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche, ha ricordato che “la formazione continua non è soltanto un obbligo normativo, ma un dovere etico verso la professione e la società. In un tempo in cui i diritti del lavoro agricolo si intrecciano con le dinamiche globali del commercio e del welfare, il giornalismo deve saper leggere, interpretare e raccontare con competenza e responsabilità”. Piergiorgio Severini, Segretario del SIGIM, ha ribadito che “ad Ancona si affronta il tema del corretto linguaggio giornalistico collegato al lavoro agricolo, ma le questioni sollevate – dalla tutela sociale all’impatto dell’intelligenza artificiale – riguardano profondamente anche il settore dell’informazione. I giornalisti freelance, ha poi aggiunto il presidente di SIGIM, spesso definiti ‘braccianti dell’informazione’, vivono condizioni di precarietà che ci impongono una riflessione seria e collettiva ed ha invitato tutti a una narrazione più approfondita delle dinamiche economiche e sociali”. A completare il quadro, l’intervento di Luana Spernanzoni, Presidente ARGA Marche – Unarga, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di raccontare la filiera agricola, dove la qualità del prodotto è inseparabile dalla legalità del processo produttivo.
La Fondazione Enpaia si conferma il motore previdenziale di questa visione, un “unicum” internazionale che non si limita alla gestione delle pensioni, ma si eleva a strategia industriale. Nelle parole del Presidente Giorgio Piazza, l’agricoltura italiana deve uscire dalla logica dell’emergenza e abbracciare una prospettiva di sistema: non possiamo competere a livello globale se i nostri prodotti eccellenti non sono supportati da una logistica snella e all’avanguardia. La sostenibilità, in questa prospettiva, non è solo ambientale, ma economica e strutturale. Piazza, rimarcando che ora la Cucina Italiana è stata riconosciuta patrimonio dell’Unesco, la difesa del Made in Italy deve passare da una rigorosa pretesa di reciprocità delle regole in ambito internazionale. I dazi, spesso richiamati come soluzione, sono solo un “cerotto” su un sistema che deve invece essere curato alla radice, dotandolo di infrastrutture capaci di reggere la competizione globale senza piegarsi alla concorrenza sleale.
Questa spinta strategica si scontra però con una piaga che fa sfigurare il Paese: lo sfruttamento del lavoro. È qui che la collaborazione tra Enpaia e l’Arma dei Carabinieri rivela la sua importanza cruciale. La relazione del Tenente Colonnello Umberto Geri, Comandante del Gruppo Carabinieri per la Tutela del Lavoro di Venezia, ha illuminato una zona d’ombra inaccettabile. I dati parlano chiaro: nella regione Marche, un impressionante 25,5% delle aziende ispezionate tra il 2023 e il 2024 dai Carabinieri Tutela del Lavoro è incappato in provvedimenti di sospensione per gravi violazioni, per lo più legate al lavoro nero o alla sicurezza. L’attività di vigilanza esclusiva dei Carabinieri ha portato a individuare e sottrarre allo sfruttamento ben 239 lavoratori in indagini specifiche sul caporalato. Questo dato drammatico sottolinea l’impegno quotidiano dell’Arma per il ripristino dei diritti e della legalità, ribadendo che la difesa del settore agricolo passa necessariamente dalla “pulizia” delle sue fondamenta.
Se l’Arma interviene a stroncare l’illegalità, la previdenza sociale si impegna a ricostruire la dignità. È il cuore del messaggio di Massimo Fiorio, Consigliere di Amministrazione di Fondazione Enpaia per il Ministero del Lavoro, che ha descritto il welfare come una semina, non come un recinto. L’Italia, con il suo modello di Agricoltura Sociale, è precursore in Europa nel trasformare le aziende agricole in veri e propri cantieri di umanità, luoghi di inclusione, formazione e riscatto sociale. Fiorio ha invitato i media a farsi narratori di queste storie, poiché ogni orto coltivato con dignità è un piccolo articolo della Costituzione messo in pratica, offrendo un’alternativa concreta e umana alla logica dello sfruttamento.
Questa visione di dignità deve proiettarsi anche nel futuro digitale. Giuseppe Peleggi, Direttore della di Studi, Rilevazioni Statistiche e Ricerche di Enpaia, ha ricordato che oggi il potere globale non si misura in confini, ma in connessioni. L’Intelligenza Artificiale è la nuova frontiera geopolitica: non basta descrivere gli algoritmi, ma è fondamentale per il giornalista capire chi li possiede, chi li alimenta e chi li controlla. In questo scenario di interconnessioni e capitalizzazioni colossali, la Fondazione Enpaia ribadisce il suo ruolo di protezione del sistema Paese. Come ha spiegato Francesco Gagliardi, responsabile della Comunicazione della Fondazione e direttore Responsabile di Previdenza Agricola, gli investimenti in economia reale attuati da Enpaia sono un atto di radicamento, una scelta per tenere l’Italia in Italia, proteggendo in un solo gesto una filiera, una comunità e un’identità produttiva.
L’incontro di Ancona ha ribadito il concetto che la strada per un’agricoltura competitiva, moderna e giusta è segnata dalla sinergia tra chi governa la previdenza, chi garantisce la legalità e chi ha il compito di raccontare, con rigore e deontologia, l’inestimabile valore della dignità sul campo.
L’evento formativo di Ancona ha coinciso con la chiusura del triennio formativo 2023/2025 per i giornalisti italiani. Altri due corsi di formazione sono in cantiere, (nel nuovo triennio) entro marzo 2026 a Campobasso, il 12 febbraio ed a Verona il 2 marzo. Tra questi due eventi formativi si prevede un altro momento molto importante per la mission della Fondazione. Questo Evento si terrà a Roma e, come annunciato dal Direttore Generale, Roberto Diacetti, durante la presentazione della Relazione annuale di Fondazione Enpaia al Parlamento lo scorso 25 novembre, riguarderà la presentazione del primo “Bilancio Sociale” di Fondazione Enpaia. Buone notizie sono sempre in arrivo. Continuate a seguirci su questa testata.

