Fondazione ENPAIA ha dimostrato, negli ultimi due anni, di saper trasformare la formazione in un vero strumento di reputazione istituzionale. Dal 22 aprile 2024 al corso conclusivo di Ancona dell’11 dicembre 2025, l’Ente ha organizzato quindici appuntamenti in quattordici regioni italiane, formando oltre cinquecento giornalisti. Un risultato che va ben oltre la cifra: significa aver creato una rete di professionisti dell’informazione capaci di raccontare con maggiore consapevolezza il ruolo di ENPAIA nella previdenza agricola e nella tutela dei diritti del lavoro in agricoltura.
La qualità dei contenuti ha prevalso persino sulle logiche dei crediti formativi. Nel 2025, anno segnato dalla riduzione da sette a quattro crediti per ciascun corso, la domanda è rimasta forte e costante. È la prova che i temi trattati hanno un valore intrinseco e che la categoria dei giornalisti riconosce in ENPAIA un punto di riferimento autorevole. La resilienza dimostrata in questo contesto ha consolidato ulteriormente la credibilità dell’Ente, rendendolo protagonista di un percorso che non si limita a fornire nozioni, ma costruisce coscienza collettiva.
Il successo dei corsi è stato reso possibile anche grazie alla “golden share” dei relatori interni, come Massimo Fiorio, Giuseppe Peleggi e Francesco Gagliardi, affiancati da una rete di collaborazioni istituzionali di grande prestigio. Il CNEL, il Consiglio nazionale dell’Economia e del lavoro La presenza costante del Comando Carabinieri Tutela del Lavoro, guidato dal Generale di Brigata Antonio Bandiera, ha portato nei diversi territori testimonianze concrete e autorevoli, con il coinvolgimento dei comandanti di Venezia, Milano, Palermo, Roma e Napoli. A questi si sono aggiunti contributi di rilievo provenienti dall’Osservatorio Agromafie e dalla Commissione anti ‘Ndrangheta della Regione Calabria, a conferma della capacità di ENPAIA di fare sistema con realtà diverse, ma complementari.
Il Consiglio di Amministrazione, guidato dal presidente Giorgio Piazza, egli stesso relatore ai corsi di formazione, e dal direttore generale Roberto Diacetti, ha creduto con convinzione in questa iniziativa, investendo risorse umane e visione strategica. Il risultato è un progetto che ha trasformato sempre più Fondazione ENPAIA nella vera “casa della previdenza agricola italiana”, capace di dialogare con università, scuole superiori per periti agrari e tecnologi alimentari, e con istituzioni di vigilanza e contrasto alle illegalità. La formazione diventa così un ponte tra mondi diversi, un terreno comune dove giornalismo, ricerca e tutela del lavoro si incontrano.
Il futuro guarda già oltre. Con i corsi programmati a Campobasso e Verona nel 2026, e rafforza il suo ruolo istituzionale nel panorama della formazione. Ma la prospettiva non si ferma ai confini nazionali: la missione di ENPAIA, irrobustita da questa esperienza, si proietta verso nuovi obiettivi internazionali, pronta a esportare il modello di un ente che ha saputo unire efficienza operativa, autorevolezza scientifica e capacità di fare sistema.
Così come un ponte che collega rive diverse, ENPAIA ha saputo unire il mondo della previdenza agricola con quello dell’informazione e delle istituzioni. Ogni corso è stato una campata solida, ogni collaborazione un pilastro che sostiene la struttura. Oggi il ponte è già attraversato da centinaia di giornalisti e da partner istituzionali di rilievo, ma la sua traiettoria guarda oltre: verso nuovi territori, nazionali e internazionali, dove la reputazione costruita potrà diventare la base di ulteriori traguardi.

