Il testo/sceneggiatura a base delle slide analizza l’importanza cruciale dei choke
points ovvero le strettoie geografiche naturali e artificiali che regolano oltre il 90
del commercio globale via mare
Attraverso l’esame dei maggiori punti nevralgici, come gli stretti di Hormuz, Malacca
e il Canale di Suez l’autore, Giuseppe Peleggi illustra come il controllo di queste vie
d’acqua determini il potere geopolitico ed economico mondiale.
Viene approfondito il ruolo storico e attuale della US Navy nel garantire la libertà di
navigazione, contrastando minacce come il terrorismo, la pirateria e da ultimo le
ambizioni espansionistiche della Cina Quest’ultima, d’altra parte, cerca di superare la
propria vulnerabilità marittima attraverso investimenti militari e progetti
infrastrutturali come la Nuova Via della Seta.
Infine, l’articolo evidenzia come l’instabilità in queste aree, esemplificata dalle recenti
crisi, nel Mar Rosso prima e ora nello Stretto di Hormuz possa generare impatti
diretti sull’inflazione e sulla sicurezza degli approvvigionamenti energetici globali
A partire dalla slide 14 poi, si stigmatizza un altro aspetto dello scontro tra le super
potenze che si sta svolgendo ai fini del controllo egemonico dei mari e della
militarizzazione degli scambi commerciali globali
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