Le slide stigmatizzano sinteticamente l’analisi svolta il 28 aprile appena scorso dal Direttore
Generale della FAO, nel suo intervento al 180 Consiglio FAO, riguardante le gravi
ripercussioni sulla sicurezza alimentare globale causate dalla recente chiusura dello Stretto
di Hormuz un corridoio marittimo vitale per il commercio di energia e materie prime.
Qu Dongyu, il D G FAO, rileva che il blocco ha provocato un’impennata immediata dei costi dei
fertilizzanti e del petrolio mettendo a rischio i raccolti futuri e la stabilità economica dei
paesi più fragili L’interruzione delle catene di approvvigionamento colpisce, peraltro, non
solo la produzione agricola diretta, ma anche il potere d’acquisto delle famiglie attraverso
l’inflazione e la riduzione delle rimesse.
Per fronteggiare l’emergenza, la FAO propone una strategia coordinata che include anche il
monitoraggio in tempo reale dei mercati e la ricerca di rotte commerciali alternative.
A nome dell’Organizzazione, sottolinea infine l’urgenza di investire in agricoltura
sostenibile e aiuti finanziari per evitare che la crisi logistica si trasformi in una catastrofe
umanitaria permanente
Giovanna

