Roma, 16 giugno 2026 — La Relazione Annuale 2026 di Fondazione Enpaia ha restituito al Parlamento un’immagine chiara: in un cielo economico attraversato da tensioni globali, la previdenza agricola resta una delle infrastrutture silenziose che tengono insieme lavoro, territori e filiere. Le voci dei protagonisti compongono una costellazione coerente: stabilità, sicurezza, lavoro, investimenti, coesione sociale.
Piazza – “Quando la struttura è solida, le scosse non diventano crolli” – Il Presidente Giorgio Piazza ha aperto la giornata ricordando che la previdenza non è un capitolo amministrativo, ma un presidio di stabilità nazionale. In un tempo segnato da tensioni geopolitiche, invecchiamento demografico e cambiamenti climatici, i risultati del 2025 — avanzo di 27,1 milioni, crescita degli iscritti, solidità patrimoniale — mostrano che un ente previdenziale moderno può trasformare la complessità in continuità.
«La previdenza è la trave portante che regge la stabilità del Paese», ha ribadito.
E la struttura, oggi, è fatta di governance, investimenti responsabili, tutela degli iscritti e capacità di anticipare le trasformazioni.
Furlan – “Il risparmio previdenziale è una leva strategica per il futuro del Paese” – La Vicepresidente della Commissione parlamentare di controllo, Annamaria Furlan, ha richiamato il valore strategico del risparmio previdenziale per l’agricoltura e per il sistema Paese.
Per la Senatrice, la solidità mostrata da Enpaia — avanzo in crescita, aumento degli iscritti, equilibrio gestionale — dimostra che «serietà e visione possono convivere», soprattutto in un settore che continua a generare lavoro e stabilità.
Ha definito decisiva la scelta della Fondazione di rafforzare gli investimenti nell’economia reale e nelle imprese agroalimentari: significa «mettere il risparmio previdenziale al servizio della modernizzazione del Paese», sostenendo una transizione ecologica che sia anche sostenibile dal punto di vista economico e sociale.
Furlan ha poi richiamato le grandi sfide del futuro — demografia, tecnologia, coesione territoriale — ricordando che la previdenza è «l’altra faccia della qualità del lavoro» e che nelle aree interne il lavoro agricolo resta un presidio contro lo spopolamento. Infine, un passaggio sulla governance: vigilanza e trasparenza devono andare di pari passo con il rispetto dell’autonomia degli enti, «perché dietro i bilanci ci sono persone, famiglie e territori che resistono».
Buonaguro – “Il lavoro agricolo è un presidio di coesione e modernità” – Per Raffaellina Buonaguro, Fai Cisl e CDA Enpaia, intervenuta anche nome di Flai e Uila, il settore agroalimentare italiano continua a dimostrare una forza che va oltre le crisi globali: produce valore, lavoro e qualità. “La qualità del lavoro agricolo è un bene pubblico”, ha affermato, richiamando le priorità sindacali: dialogo democratico, coesione sociale, salari adeguati e politiche che sostengano la produttività. Buonaguro ha elogiato la gestione della Fondazione: l’avanzo di oltre 27 milioni di Euro e il superamento dei 41 mila iscritti confermano una Enpaia solida e capace di innovare, anche sul fronte del contrasto al divario di genere. Ha ricordato le sfide epocali — transizione ecologica e tecnologica, spopolamento delle aree interne, invecchiamento demografico — e la necessità di un sistema previdenziale fondato su equità contributiva, stabilità delle prestazioni e integrazione con strumenti come Agrifondo. “Il recente rinnovo del contratto degli operai agricoli tutela un milione di lavoratori”, ha aggiunto, rivendicando il ruolo del sindacato nella difesa della dignità del lavoro.
Infine, un passaggio sul legame tra agricoltura e ambiente: i lavoratori idraulico‑forestali e della bonifica sono “la prima linea della sicurezza territoriale”.
Gargano – “Acqua, lavoro e previdenza sono un’unica catena di sicurezza nazionale” La voce di Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI e membro del CDA Enpaia, ha aggiunto un tassello decisivo: la sicurezza idrica. Per Gargano, l’acqua non è più una variabile tecnica, ma “la prima infrastruttura della democrazia”. Dove l’acqua è governata, il lavoro cresce; dove il lavoro cresce, la previdenza è solida. Il legame con la Relazione è diretto: gli investimenti di Enpaia nelle filiere agroalimentari, nella resilienza dei territori e nella modernizzazione agricola sono parte della stessa responsabilità nazionale che ANBI esercita nella gestione dell’acqua. Due facce della stessa missione: proteggere il futuro delle comunità.
Per questo il dialogo con il Parlamento non è una formalità, ma un passaggio essenziale. Le istituzioni democratiche sono il luogo dove si costruisce la coesione del Paese, e la coesione nasce solo quando acqua, lavoro e previdenza vengono riconosciuti come un unico sistema di sicurezza. Oggi l’Italia ha l’occasione di affermare un modello che unisce diplomazia dell’acqua, competitività delle filiere e stabilità sociale. Perché senza acqua non c’è economia, senza economia non c’è lavoro, e senza lavoro non c’è futuro.”
Diacetti – “La previdenza è una politica economica che prepara il futuro” – Le conclusioni sono state affidate al Direttore Generale Roberto Diacetti, che ha riportato la previdenza al suo ruolo industriale: un ente moderno non amministra soltanto risorse, ma “trasforma i cicli di mercato in strategie di lungo periodo”. Il rendimento della gestione finanziaria (3,21%), la crescita del patrimonio (quasi 2,2 miliardi), la qualità dell’asset allocation e i 500 milioni di nuovi investimenti del 2025 mostrano che la previdenza è una leva anticiclica capace di generare fiducia, stabilità e valore economico. “Stabilità produttiva, qualità occupazionale e sostenibilità previdenziale sono un unico ecosistema”, ha affermato Diacett. E Enpaia opera dentro questo ecosistema con la disciplina degli investitori istituzionali, allineando investimenti e impegni futuri verso gli iscritti.
Per Diacetti, il confronto con il Parlamento non è una formalità, ma il luogo dove si definiscono le condizioni che rendono possibile una previdenza solida: regole chiare, vigilanza moderna, quadro fiscale coerente. “La previdenza non è un capitolo tecnico: è una politica economica che regge il presente e prepara il futuro».
La rotta delle generazioni – con le conclusioni del direttore generale Roberto Diacetti, le voci dei protagonisti compongono una costellazione coerente: acqua, lavoro, previdenza, investimenti, vigilanza, coesione istituzionale. Sono stelle diverse, ma tutte orientate verso la stessa rotta: garantire stabilità alle generazioni presenti e costruire un futuro più solido per quelle che verranno.
In un cielo economico che cambia rapidamente, Fondazione Enpaia dimostra che esistono ancora punti fermi. E che la previdenza, quando è ben governata, non è un archivio del passato: è una traiettoria che guida il Paese verso il domani.

