Presidente, il Bilancio Sociale arriva in un momento storico complesso. Qual è la lettura che Enpaia dà di questo scenario?
Viviamo una fase in cui le crisi non si presentano più in sequenza, ma in sovrapposizione: tensioni geopolitiche, volatilità dei mercati, cambiamenti climatici, fragilità demografiche. È un contesto che mette alla prova la tenuta dei sistemi economici e sociali. Per questo un Ente previdenziale come Enpaia deve guardare oltre il presente, rafforzando la propria missione e contribuendo alla stabilità del settore agricolo, che è un pilastro strategico per il Paese. Il Bilancio Sociale nasce proprio per questo: per raccontare come stiamo affrontando un mondo che cambia più velocemente delle sue stesse previsioni.
Il Bilancio Sociale, i cui dati si riferiscono al 2024, evidenzia un avanzo di gestione di 22,8 milioni di euro e un attivo patrimoniale* di 2,2 miliardi di euro. Che cosa rappresentano questi numeri?
Sono numeri che parlano di solidità, prudenza e capacità di gestione.
Il nostro avanzo** di 22,8 milioni è il secondo miglior risultato nella storia della Fondazione. Il patrimonio netto***, che supera abbondantemente i 242 milioni, è la radice che sostiene la nostra missione previdenziale. Ma non sono solo cifre: sono la garanzia che Enpaia può continuare a proteggere i lavoratori agricoli e sostenere le imprese in un contesto che richiede stabilità, visione e responsabilità.
Nel Bilancio emerge con forza il tema degli investimenti nell’economia reale. Perché questa scelta strategica?
Perché un settore agricolo forte ha bisogno di filiere solide, innovative e capaci di generare valore.
Le nostre partecipazioni in Masi, BF, Granarolo e, dal 2025, in Novamarine, vanno in questa direzione: sostenere imprese che rappresentano eccellenze italiane, che innovano e che contribuiscono alla competitività del Paese. Investire nell’economia reale significa accompagnare la crescita del sistema produttivo, rafforzare la resilienza delle filiere e creare un ecosistema più stabile per i nostri iscritti.
La Lettera del Presidente sottolinea anche la razionalizzazione del patrimonio immobiliare. Qual è la logica di fondo?
La logica è semplice: un patrimonio immobiliare deve essere vivo, efficiente e orientato al futuro.
Abbiamo avviato un percorso di dismissioni selettive e reinvestimenti mirati che ci permette di liberare risorse, valorizzare gli asset e rendere il portafoglio più performante.
È una scelta di responsabilità: ogni euro deve contribuire alla sostenibilità di lungo periodo dell’Ente.
Il Bilancio Sociale parla di un settore agricolo vulnerabile. Quali sono le fragilità più evidenti?
Oggi oltre il 90% delle materie prime agricole arriva via mare. Questo rende il settore esposto a crisi logistiche, tensioni geopolitiche e instabilità dei mercati internazionali.
A questo si aggiungono gli effetti dei cambiamenti climatici, che riducono le superfici coltivabili e aumentano la frequenza degli eventi estremi. In un contesto così fragile, la stabilità previdenziale diventa un presidio essenziale: protegge i lavoratori, sostiene le imprese e contribuisce alla tenuta dell’intero sistema.
La demografia è un altro tema centrale del Bilancio. Perché è così rilevante?
Perché la demografia è la bussola del futuro. Nei prossimi cinquant’anni la popolazione mondiale raggiungerà i 10 miliardi di persone. Questo significa più domanda di cibo, più pressione sulle risorse naturali e più necessità di innovazione. Non possiamo rispondere con logiche malthusiane o con la speranza che “qualcosa” riequilibri il sistema. Dobbiamo investire in tecnologia, formazione, sostenibilità e nuove competenze. E dobbiamo farlo ora.
In questo quadro, quale ruolo attribuisce all’economia sociale e agli attori come Enpaia?
L’economia sociale non è più un settore marginale: è una componente strutturale del modello europeo. Fondazioni, cooperative, imprese sociali e sistemi mutualistici sono chiamati a generare valore economico producendo allo stesso tempo valore collettivo.
Enpaia si colloca pienamente in questa traiettoria: tutela i lavoratori, sostiene le imprese, investe nell’economia reale, promuove cultura agricola e legalità. Il Bilancio Sociale è la testimonianza di questo impegno.
Il Bilancio accenna anche alla possibile internalizzazione di Agrifondo. Quali benefici porterebbe agli iscritti?
L’adesione automatica alla previdenza complementare prevista dalla legge di bilancio 2026 apre una fase nuova. L’internalizzazione di Agrifondo consentirebbe di offrire ai nostri iscritti un sistema ancora più integrato, efficiente e coerente con la missione dell’Ente. È un percorso che valuteremo con attenzione, ma che potrebbe rafforzare ulteriormente la tutela previdenziale dei lavoratori agricoli.
Presidente, qual è il messaggio che vuole trasmettere con questo primo Bilancio Sociale?
Che la previdenza non è solo numeri: è futuro, comunità, responsabilità. Enpaia vuole essere un attore attivo della transizione del settore primario, sostenendo innovazione, sostenibilità e stabilità sociale. Il Bilancio Sociale è un impegno: racconta ciò che siamo oggi e ciò che vogliamo diventare domani.
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L’ attivo patrimoniale è in pratica tutto ciò che l’Ente possiede. Include: investimenti finanziari; partecipazioni; immobili; liquidità; crediti; strumenti ESG; qualsiasi altro bene o attività con valore economico
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Avanzo, o risultato di esercizio. È il saldo dell’anno: entrate – uscite.
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Patrimonio netto È la parte del patrimonio che realmente appartiene all’Ente, dopo aver sottratto tutte le passività.
È possibile rivedere l’intero evento della presentazione del bilancio sociale di Fondazione ENPAIA a questo link: https://youtu.be/aQGIGO1xunA

